Tutto quello che c'è da sapere sul miele millefiori biologico della Toscana: la varietà di fiori che lo compone, il periodo di raccolta, il lavoro delle api e perché la qualità biologica fa davvero la differenza.
Abbiamo raccolto in modo organizzato tutto ciò che riguarda il miele millefiori della Toscana — dalla botanica al periodo di raccolta, dal valore del biologico alla geografia del terroir toscano.
La definizione, le piante che lo compongono, le differenze rispetto ai mieli monoflora come acacia o castagno.
Leggi la guida →Quando si raccoglie il miele millefiori in Italia: calendario completo da aprile a settembre, con focus sulla Toscana.
Vedi il calendario →Cosa significa davvero "miele biologico", quali sono le regole UE e perché è una scelta che protegge le api e l'ambiente.
Approfondisci →Le zone produttive: Colline Empolesi, Chianti, Lunigiana DOP. Perché la Toscana produce uno dei migliori mieli millefiori d'Italia.
Scopri il territorio →I numeri sorprendenti del miele: 4 milioni di fiori, 1.100 api, 150.000 km di volo. La matematica nascosta in un vasetto.
Leggi l'articolo →Approfondimenti sull'apicoltura, sulle proprietà del miele, sulle differenze tra varietà e su come riconoscere un miele di qualità.
Vai al blog →Centinaia di specie
In Italia esistono oltre 8.000 specie botaniche, più della metà di quelle europee. Il millefiori toscano riflette questa biodiversità.
Da aprile a settembre
Le fioriture toscane iniziano presto e durano a lungo. La smielatura avviene in più fasi tra primavera e fine estate.
4 milioni di fiori per kg
Per produrre un solo chilogrammo di miele, le api visitano circa quattro milioni di fiori e percorrono 150.000 chilometri.
Niente pesticidi, mai
Il miele biologico certificato UE garantisce alveari trattati senza sostanze sintetiche e cera proveniente da produzione propria.
Tre zone, tre caratteri
Dalle Colline Empolesi al Chianti, fino alla Lunigiana DOP — ogni area dona al miele una sua identità inconfondibile.